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Visita il sito del nostro partner Eliopig e approfondire tutti i servizi dedicati alla realizzazione, installazione, messa in opera e avviamento di impianti biogas e biometano.


Il biometano è il passo successivo al biogas: una fonte energetica rinnovabile con caratteristiche equivalenti al gas naturale, che può essere immessa nella rete di distribuzione, utilizzata come biocarburante nel settore dei trasporti o ceduta al mercato del gas. Synergy progetta e costruisce impianti biometano completi, dall’upgrading del biogas grezzo alla sezione di immissione in rete, supportando i clienti in ogni aspetto tecnico, normativo e finanziario.
Il biometano si ottiene purificando il biogas grezzo prodotto dalla digestione anaerobica: il processo di upgrading rimuove l’anidride carbonica (CO₂), l’idrogeno solforato (H₂S) e l’acqua residua, portando il contenuto di metano oltre il 95% e allineando il gas prodotto agli standard della norma UNI EN 16723-1 per l’immissione in rete.
Rispetto al solo utilizzo del biogas in cogenerazione, la produzione di biometano offre alcuni vantaggi strategici rilevanti:

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La scelta della tecnologia di upgrading è una delle decisioni progettuali più importanti e dipende dalla taglia dell’impianto, dalla qualità del biogas grezzo, dalle specifiche richieste per il gas prodotto e dall’investimento disponibile. Synergy valuta con il cliente le diverse opzioni e consiglia la soluzione ottimale per ogni contesto.
Le membrane in fibra cava separano il metano dall’anidride carbonica per differenza di permeabilità. Sono la tecnologia più diffusa per impianti di media e grande taglia: offrono una buona efficienza di separazione (metano > 97%), ingombri ridotti, manutenzione limitata e avvio rapido. Sono particolarmente indicate per impianti da 300 Nm³/h in su.
La PSA utilizza materiali adsorbenti (zeoliti o carboni attivi) che trattengono selettivamente la CO₂ a pressione elevata e la rilasciano durante la fase di rigenerazione. È una tecnologia consolidata, adatta a taglie medie, con elevata purezza del metano prodotto. Richiede un consumo energetico moderato e una gestione attenta dei cicli di adsorbimento.
Il water scrubbing sfrutta la maggiore solubilità della CO₂ rispetto al CH₄ in acqua, in controcorrente ad alta pressione. È una tecnologia robusta e con buona resa di recupero del metano, indicata soprattutto per impianti medio-grandi dove è disponibile acqua a sufficienza. Ha costi di investimento contenuti ma consumi energetici un po’ più elevati delle membrane.
Tecnologia ad alta selettività e alta efficienza di recupero del metano, basata sull’assorbimento chimico della CO₂ in una soluzione amminica. È la scelta preferita per impianti di grande taglia (>500 Nm³/h) dove si ricerca la massima purezza del gas prodotto. Richiede un maggiore controllo dei parametri operativi e una gestione attenta del rigenerante.
Un impianto biometano non si esaurisce nella sezione di upgrading. Synergy progetta e costruisce l’intera catena dal biogas grezzo all’immissione in rete:

I bandi si aprono periodicamente. Synergy ti supporta nella preparazione della documentazione e nella presentazione della richiesta al GSE. Contattaci per verificare le scadenze e i requisiti applicabili al tuo progetto.
Il biometano beneficia di un quadro incentivante specifico e più favorevole rispetto alla sola produzione elettrica da biogas, grazie al suo ruolo strategico nella decarbonizzazione del settore gas e dei trasporti.
Il decreto incentiva la produzione di biometano immesso nella rete del gas naturale o utilizzato nel settore dei trasporti, attraverso procedure competitive pubbliche gestite dal GSE. Gli impianti accedono agli incentivi tramite aste a ribasso sulla tariffa base; il GSE ritira il biometano prodotto (Tariffa Omnicomprensiva) oppure riconosce una Tariffa Premio calcolata come differenza tra la tariffa incentivante e il prezzo di mercato del gas. Il periodo di incentivazione è di 20 anni. Sono ammessi sia impianti di nuova costruzione sia riconversioni di impianti biogas esistenti.
Per il biometano prodotto da substrati rientranti nell’Allegato 3 del D.M. 10 ottobre 2014 (come reflui zootecnici, FORSU, fanghi di depurazione) e destinato al settore dei trasporti, è previsto il rilascio di Certificati di Immissione in Consumo (CIC). Per il biometano avanzato, il valore di riferimento dei CIC è pari a 375€/CIC (con possibili maggiorazioni), per un periodo di incentivazione di 10 anni.
Per impianti agricoli esistenti interessati a miglioramenti di efficienza o riconversione, è disponibile un contributo in conto capitale fino al 65% delle spese ammissibili (massimo 600.000€ per progetto). Il contributo è cumulabile con altri incentivi in conto capitale e può essere richiesto tramite il portale GSE.
Se disponi già di un impianto biogas in esercizio, la riconversione al biometano può essere un’opportunità concreta per accedere a un regime incentivante più favorevole, diversificare i ricavi e prolungare la vita economica dell’impianto. Il D.M. 15 settembre 2022 prevede espressamente la possibilità di incentivare la riconversione di impianti biogas agricoli esistenti, senza obbligo di demolizione del fermentatore.
Synergy valuta le condizioni dell’impianto esistente, dimensiona la sezione di upgrading necessaria, gestisce l’iter di autorizzazione alla riconversione e integra la nuova sezione biometano con la struttura impiantistica esistente, minimizzando i tempi di fermo dell’impianto durante i lavori.

Il biogas è il gas prodotto direttamente dalla digestione anaerobica: contiene circa 50-70% di metano (CH₄) e 30-50% di anidride carbonica (CO₂), oltre a tracce di H₂S e umidità. Il biometano è il biogas purificato attraverso un processo di upgrading che porta il contenuto di metano oltre il 95-97%, rendendolo equivalente al gas naturale distribuito in rete.
La convenienza economica di un impianto biometano dipende fortemente dalla taglia: sotto i 150-200 Nm³/h di biogas disponibile, i costi fissi dell’upgrading tendono a rendere il progetto meno competitivo. Con disponibilità superiori, il biometano diventa quasi sempre preferibile alla cogenerazione in termini di redditività netta, grazie alle tariffe incentivanti specifiche.
Sì. Il produttore può vendere il biometano immesso in rete attraverso la Tariffa Premio riconosciuta dal GSE, oppure cedere direttamente il gas a trader autorizzati sul mercato del gas naturale. In alternativa, per biometano destinato ai trasporti, può stipulare contratti con operatori di stazioni di rifornimento CNG o con clienti industriali.
I substrati con il maggiore potenziale di biometano per tonnellata di prodotto fresco sono generalmente i grassi e gli oli esausti (>800 Nm³ CH₄/t SV), seguiti dai fanghi di macellazione e dai sottoprodotti alimentari ricchi di lipidi. Tra i substrati agricoli più diffusi, il mais insilato e il sorgo zuccherino offrono rese elevate, mentre i reflui zootecnici hanno rese inferiori ma costo praticamente nullo.
Il team Synergy ti supporta dall’analisi di fattibilità fino alla messa in esercizio: verifichiamo la disponibilità di substrati, dimensioniamo il sistema di upgrading ottimale e gestiamo l’intero iter per l’accesso agli incentivi GSE.